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Collezionali tutti!

Questo articolo lo dedichiamo a una speciale offerta! Sconto del 50% per questa settimana sull’acquisto di questi meravigliosi netsuke.

Ma prima di tutto vi raccontiamo qualche curiosità. Piccoli capolavori, da potersi definire un mondo in miniatura, realizzati a mano in avorio nei primi anni del 1900.

In realtà inizialmente il netsuke, che letteralmente significa “radice che fissa”, era un pezzo di legno scolpito grossolanamente ma sempre ben levigato in modo da non rovinare la seta dell’obi. Esso rappresentava dei e demoni scintoisti o buddisti e veniva venduto insieme agli articoli religiosi presso i templi del paese. Quando nel XVI sec. cominciò a svilupparsi una committenza mercantile e borghese, i soggetti di tipo religioso vennero soppiantati dalle figure del mondo animale, reale e mitico.

Dei bottoni che venivano utilizzati per chiudere il kimono o fissare alla cintura piccoli oggetti (come porta monete, pipa, accessori per la scrittura). L’uso dei netsuke in Giappone sembra risalire alla fine del sec. XVI sviluppando via via la creatività degli artisti diventando così oggetto da collezione. I netsuke più antichi sono apprezzati per il loro stile e per la loro patina ma anche per le epoche che riflettono. Molti alludono a fatti e personaggi leggendari dell’antico Giappone, altri ne attestano l’ inesorabile disfatta contro il tempo.

Nello specifico oggi vi presentiamo il pescatore e il musicista, figure di importanza in quanto portatrici di buona sorte e prosperità.

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