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Una storia di “sangue blu”, usanze e piccole curiosità!

L’origine dell’espressione “essere di sangue blu”, secondo lo storico britannico Robert Lacey, lo abbiamo acquisto dalla Spagna nel tardo Medioevo. Dove, si distinguevano le persone per colore di pelle: i nobili di carnagione chiarissima e i mori dalla pelle scura.

Da secoli viene proprio usata questa espressione per definire un’intera genealogia nobiliare, ma vi siete mai chiesti se davvero questo fosse vero?

Ebbene sì, nonostante sia scientificamente provato che la colorazione delle vene non sia blu, la prima netta differenza è proprio negli usi e costumi per cui i nobili passassero la maggior parte del tempo in sofisticate dimore, a godere di molteplici vizi e passatempi, a differenza di tutti gli altri che lavoravano nei campi sotto il sole, anche nelle ore più calde.

La seconda curiosità viene spiegata dall’impiego dell’argento. Infinitesime contaminazioni delle particelle d’argento a contatto con il sangue che crea, infatti, un’anomalia dermatologica: la tonalità della pelle e del sangue prendono una particolare colorazione scura.

L’argento è un metallo nobile che veniva utilizzato per la creazione di diversi oggetti: spazzole, specchi, candelabri per non parlare dei meravigliosi servizi di piatti, bicchieri, teiere e contenitori tutti rigorosamente cesellati a mano da esperti artigiani.

Beati i nobili, quindi, che potavano permettersi di banchettare tre volte al giorno utilizzando stoviglie e monili in argento. Questa usanza purtroppo, con il passare del tempo si è persa, ma chissà se dopo questa lettura vi verrà voglia di rispolverare il vecchio servizio di argenteria. Ecco un valido motivo in più. L’argento, oltre alla sua raffinata e preziosa lavorazione, è uno dei materiali naturali antisettico e antibatterico migliori che esistano sul mercato. Esso può essere addirittura ingerito in piccole particelle, sotto forma di decorazioni: foglie sottili o polvere. Non altera il gusto dei cibi, anzi, ne esalta i contrasti e i sapori rendendoli unici.

Essendo comunque un metallo, quindi un buon conduttore, per la sua naturale costituzione riesce a mantenere le bevande più fresche e i cibi più caldi. Pensate all’uso degli splendidi samovar, iconici bollitori. Esiste per l’utilizzo del samovar una vera e propria cerimonia del tè. Antica tradizione, perfezionata dagli Zar di Russia, che risale alla prima metà del 1700. Quindi perché è nata questa espressione?

Utilizzare l’argento a contatto con i cibi, per consumare i pasti, stimola il sistema immunitario rendendo così, l’organismo, più forte e reattivo nei confronti dei batteri. Ed è proprio questa reazione a catena che rende la tonalità del sangue di una colorazione più intensa, da: “sangue blu”.

Ovviamente possedere monili così preziosi, anticamente, era un lusso per pochi, di cui potevano godere solo le famiglie nobili e benestanti, ma ad oggi è un bene facilmente raggiungibile.

Non vi è venuta voglia di dare un tocco di originalità poetica alla vostra tavola?

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