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ADAMAS

Il diamante è una pietra unica, che serve come paragone per le altre e non può che essere confrontata con se stessa.
Il suo nome deriva dal greco “adamas” che significa invincibile; infatti taglia tutte le altre pietre e non è tagliato da nessuna.
I quattro fattori che determinano il valore del diamante sono le quattro “C”, dalle iniziali dei quattro termini in inglese: colour, clarity, cut e carat.
Colour – colore: la determinazione dell’intensità del colore è un parametro molto importante nella valutazione del diamante. Il Gemological Institute of America (GIA) applica una scala di valutazione dalla ‘D’, incolore, alla ‘Z’ giallo chiaro; mentre classifica i diamanti che hanno colorazione intensa con il termine ‘fancy’.
La collezione più completa di diamanti colorati appartiene alla “De Beers”: 150 pezzi eccezionali, di tutti i colori dell’arcobaleno.
Clarity – purezza: la purezza del diamante è un parametro utilizzato per valutare la trasparenza della gemma con un ingrandimento di 10 volte.
La presenza di inclusioni (cristalli, fratture, ecc.) viene considerata come elemento di disturbo e può essere determinata da diversi fattori: la creazione della gemma stessa o la presenza di altri minerali. Da ricordare che per quanto sia resistente, il diamante può danneggiarsi.
La scala di valutazione parte da ‘Internamente Perfetto’ (IF) a ‘Incluso’ (I1, I2 e I3).
Cut – taglio: la pietra grezza, per essere trasformata in gemma da gioielleria, deve essere tagliata e lavorata. La forma più comune di taglio del diamante è quella denominata brillante: un taglio rotondo con 57 faccette. È considerato il migliore taglio per questa gemma in quanto è quello che meglio esalta le caratteristiche di riflessione della luce.
Altri tipi tra i più conosciuti sono il taglio a cuore, a goccia, a smeraldo, fino ai tagli più moderni come il princess ed il cushion.
In base alla qualità del taglio i diamanti vengono valutati con la seguente scala: Excellent, Very Good, Good, Poor.
Carat – peso: il peso dei diamanti, e più in generale delle pietre preziose, si misura in carati (simbolo ct).
Carato deriva dalla parola greca che indica il carrubo: seme che ha un peso costante di circa 0,2 g. Nell’antichità essi erano usati appositamente nelle pesate riguardanti le pietre preziose: da ciò è derivato l’uso in gioielleria di questa unità di misura:
 0,2 g = 1 ct e dunque 1 g = 5 ct

E allora, chi definisce il valore di questa pietra preziosa?
La quotazione dei diamanti è definita dal Rapaport Diamond Report, listino mondiale della Borsa del diamante. E’ composto da tabelle, viene pubblicato ogni settimana e sono presenti tutti i prezzi dei diamanti espressi in dollari. La combinazione di forma, caratura, colore, dimensione e purezza definiscono la valutazione del diamante.

Non esistono in natura due esemplari uguali, per questo il suo fascino non tramonterà mai: ad oggi il diamante rimane il protagonista indiscusso delle vetrine nelle gioiellerie.
Anche la più modesta delle fidanzate può averne uno al dito, piccolo ma vivo come una scintilla, simbolo di un amore che si prepara ad essere più forte di qualunque avversità.

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